VBAC - parto vaginale dopo taglio cesareo

Il parto vaginale dopo taglio cesareo è anche identificato con la sigla V.B.A.C., derivnte dall'acronimo inglese: Vaginal Birth After Cesarian, la cui traduzione è appunto parto vaginale dopo taglio cesareo.

Quando l'espletamento del parto avviene tramite taglio cesareo, le donne sono costrette a ripeterlo per le gravidanze succesive. Un taglio cesareo avviene in urgenza o elezione. I motivi urgenti sono: condizioni fetali non rassicuranti, distacco di placenta, mancata progressione del feto nel canale fetale, distocia della fase espulsiva, pre-eclampsia, aggravarsi di una patologia materna; mentre i motivi di elezione sono: gravidanza gemellare, presentazione anomala del feto, patologie materne (cardiopatia, ipertensione, retinopatia, pneumotorace), pregressi interventi chirurgici sull'utero (miomectomie).
Può capitare che donne preparate ad un parto vaginale, subiscano la delusione di finire in sala operatoria per TC per i motivi precedentemente descritti, anche dopo diverse ore di doloroso travaglio, e costrette a ripetere il TC nelle prossime gravidanze.

Taglio cesareo ripetuto

Si ripete il taglio cesareo per evitare che la cicatrice sull'utero possa cedere durante il travaglio: l'utero è un muscolo e le fibre muscolari non tornano alla loro struttura iniziale dopo una lesione, ma compare un tessuto cicatriziale che è inestensibile, durante l'attività contrattile del travaglio le forze generate dal muscolo possono rompere il tessuto cicatriziale e riaprire dall'interno la breccia uterina del pregresso taglio cesareo.
Attualmente le tecniche chirurgiche sono migliorate e durante l'esecuzione di un primo taglio cesareo il ginecologo segue qualche accortezza che permette di poter nelle gravidanze successive un travaglio di prova.

Travaglio di prova (dopo taglio cesareo)

Alcuni studi riportano con successo l'esecuzione di un travaglio di prova, e successivo espletamente del parto per via vaginale dopo un pregresso taglio cesareo. In alcune strutture è possibile provare a travagliare dopo un taglio cesareo, esso prende nome di travaglio di prova ha successo in circa il75% dei casi.
Il travaglio di prova si può eseguire in quasi tutte le strutture di nascita, ma solo alcune lo permettono di routine, esso necessita di un consenso informato che illustri alla paziente i rischi che può comportare; è possibile chiedere in qualunque struttura se prevedono il VBAC anche se non di routine.

Fattori

Ci sono fattori che influenzano l'esito del travaglio di prova: quanto tempo è passato dal precedente cesareo, tipo di tecnica chirurgica, se la donna ha travagliato prima di essere cesarizzata e dilatazione del collo dell'utero raggiunta, grandezza del feto, insorgenza spontanea del travalgio.
Ovviamente più tempo passa dal primo cesareo al travaglio di prova maggiori possibilità di successo ci sono, sarebbe opportuno attendere almeno 24 mesi, ma anche con tempi inferiori è possibile provare il travaglio. Se la donna ha travagliato ed il collo si è dilatato prima del TC d'urgenza aiuta il travaglio di prova, rispetto ad esempio ad un cesareo di elezione per presentazione podalica in cui non vi è stato travaglio. L'incisione del segmanto uterino in senso longitudinale esclude dal travaglio di prova (cicatrice sull'addome a T rovesciata), l'inicisione del segmento uterino inferirore in senso trasversale consente di provare il travaglio (cicatrice sull'addome unica e dritta in orizzontale). E' possibile provare il travaglio anche dopo 2 pregressi tagli cesarei, con 3 o più non è possibile, avviamente con 2 tc pregressi il rischio aumenta. Un feto piccolo sarà più facile da partorire, comporta meno sforzi e meno forze rispetto ad un feto grande, ed infine un decorso regolare del travaglio senza ossitocina o farmaci per induzione evitano ulteriori preoccupazioni.

I rischi del V.B.A.C.

rottura d'uteroIl rischio nell'affrontare un travaglio dopo un taglio cesareo è dovuto alla possibilità di rottura dell'utero. L'utero è un muscolo e le fibre muscolari non tornano alla loro struttura iniziale dopo una lesione, ma compare un tessuto cicatriziale che è inestensibile, durante l'attività contrattile del travaglio le forze generate dal muscolo possono rompere il tessuto cicatriziale e riaprire dall'interno la breccia uterina del pregresso taglio cesareo.
In caso di rottura d'utero, il travaglio deve essere immediatamente sospeso e praticare un taglio cesareo. Se il personale interviene tempestivamente non ci sono salvo rari casi particolari, complicanze materne e\o fetali.
Durante il travaglio di prova la struttura dovrebbe disporre di una sala operatoria pronta ad intervenire in caso di rottura d'utero. Il travaglio deve essere costantemente sotto monitoraggio cardio-toco-grafico del feto, un eventuale inizio di rottura d'utero può essere riconosiuta con una decelerazione del battito cardiaco del feto, sono comunque ammesse posizioni di travaglio in acqua, carponi, palla, ecc.
Un parto vaginale dopo taglio cesareo ha quasi sempre successo, e in caso di successo da una rassicurazione di un successivo successo in caso di una ulteriore gravidanza.