Parto Spontaneo

Il parto è l'espulsione del prodotto del concepimento e dei suoi annessi, quindi feto, membrane amniocoriali, funicolo ombellicale, placenta e liquido amniotico.

Il parto di solito avviene tra la 40° e la 41° settimana + 6 giorni, ma è considerato a termine anche se avviene durante la 38° settimana.
Un parto pretermine avviene prima della 38° settimana, anche se avviene dopo la 35° settimana non è estremamente pericoloso per il feto inquanto dovrebbe aver raggiunto la maturazione polmonare, salvo ritardi di crescita. Ovviamente quanto più precoce è il parto, maggiori rischi ci sono per il feto.
Si considera post-termine un parto che avviene dalla 42° settimana in poi, evenienza rara in Italia in quanto verso la fine della 41° settimana si stimola il travaglio di parto per farlo avvenire entro le 41 settimane + 6 giorni.

Il parto comprende il travaglio, ossia un periodo in cui si hanno modificazioni a carico del feto e dell'utero. Il travaglio di parto è suddiviso in 3 fasi:

  • periodo prodromico
  • periodo dilatante
  • periodo espulsivo

il travaglio è più breve nelle pluripare, ossia le donne che hanno già partorito

Periodo Prodromico

canale del partoE' la fase iniziale del travaglio, in cui inizia un attività contrattile poco potente è non regolare, si avranno contrazioni fastidiose a distanza di alcuni minuti una dall'altra che non hanno ritmicità, ossia avvengono sporadicamente.
Questa fase può durare anche molte ore, è possibile perdere il tappo mucoso e un po' di sangue.
In questa fase è possibile rimanere a casa e riposarsi in vista degli sforsi necessari nelle fasi successive, recarsi in ospedale se si rompono le membrane (acquee) o se precedentemente si è avuto un taglio cesareo.

Perido Dilatante

E' la fase definita "travaglio attivo", le contrazioni iniziano ad essere forti e ritmiche, ossia dolorose ed a intervalli regolari, l'intervallo tra le cotrazioni inizialmente è di circa 10 minuti, per poi raccocciarsi anche ad una ogni 2 minuti; anche l'intensità del dolore aumenta.
Questa fare dura qualche ora, sono possibili perditine ematiche (la donna "Marca"), il collo dell'utero attravarso cui passerà il feto inizia a modificarsi.
E' consigliato recarsi in ospedale, soprattutto se si è alla seconda o più gravidanza. In questo momento è possibile la partoanalgesia peridurale.
In questo periodo si consiglia di tenere la vescica più vuota possibile, quindi fate spesso la pipì (la partoanalgesia fa perdere lo stimolo), si consiglia di assumere la posizione che da sollievo alle contrazioni e, sotto contrazione, respirare lento e profondo.
In alcuni casi sarà necessario essere sotto monitoraggio cardio-toco-grafico. Alterazioni della cardio-toco-grafia o il prolungarsi troppo a lungo di questo periodo senza avere una dilatazione sufficiente possono richiedere un taglio cesareo.

Periodo Espulsivo

E' la fase finale del travaglio in cui il feto viene espulso, la sua durata è di massimo 2 ore ed in caso di parto-analgesia anche 3 ore.
La durata di questa fase è dipendente da molti fattori, ossia la parità della donna (numero di parti), grandezza del feto, larghezza del canale del parto e del bacino, utilizzo di ossitocina, utilizzo di analgesia-epidurale.
In questa fase la cervice uterina giunge a dilatazione completa e non sarà più apprezzabile alla visita, la parte presentata del feto si adatterà al canale del parto (bacino, vagina, perineo, vulva) per poi attraversarla ed uscire all'esterno.
Per velocizzare questa fase, il personale potrà praticare un episiotomia o applicare forcipe e ventosa.
A seguito dell'espulsione del feto dovranno essere espulse la placenta e le membrane, questa fase è detta secondamento.
Dopo il secondamento, se necessaria, avviene la sutura per le lacerazioni o episiotomia, la donna poi viene spostata insieme al bambino in una sala per 2 ore successive alla nascita del bambino, al termine verranno eseguiti dei controlli non fastidiosi (pressione arteriosa, perdite ematiche, diuresi, stato del fondo uterino, stato della sutura) e poi, se tutto regolare, reinviata in camera di degenza, inizierà quindi il peridodo del puerperio.
Alterazioni della cardio-toco-grafia, distocie o periodo espulsivo troppo lungo possono richiedere un parto operativo o addirittura un taglio cesareo.

Come si partorisce?

La donna partorisce dopo che il periodo dilatante del travaglio ha permesso alla cervice dell'utero di dilatarsi completamente e permettere il passaggio del feto, che dovrà poi passare nel canale del parto e quindi uscire all'esterno. Nella fase espulsiva dovrà esercitare delle spinte (forse ausiliarie del parto) sincronizzate alle contrazioni uterine.
Nel perido dilatante la donna viene inviata in sala parto, dove il pesonale si assicurerà di un corretto stato di benessere del feto, il personale inoltre controllerà il procedere della dilatazione del collo dell'utero. I dolori saranno forti, si invita la donna ad assumere posizioni che le risultano più comode ed in cui la contrazione è meno dolorosa, oltre a letto, si può stare in piede, a carponi, sulla palla, in vasca, in doccia.
In questo periodo si consiglia di tenere la vescica più vuota possibile, quindi fate spesso la pipì (la partoanalgesia fa perdere lo stimolo), si consiglia di assumere la posizione che da sollievo alle contrazioni e, sotto contrazione, respirare lento e profondo.
La parto-analgesia può essere chiesta solo in questa fase.

Travaglio dilatazione cervice

PartoNel periodo espulsivo la donna dovrebbe iniziare ad avvertire dei premiti che vorrebbe assecondare, l'ostetrica dopo aver effettuato un eslorazione vaginale autorizza la donna a spingere se il collo dell'utero ha raggiunto la dilatazione completa e la testa del feto impegnato la stretto superiore del bacino; viceversa bisogna resistere alla voglia di spingere. Questo periodo è meno doloroso rispetto alla fase finale del perido dilatante.
Le spinte devono avvenire prendendo molta aria, a bocca chiusa senza sfiatare e guardando la pancia; la spinta dovrebbe durare circa 10 secondi sincronizzata con la contrazione; la contrazione andrebbe sfruttata tutta, dopo 10 secondi di spinta, cambiare aria e continuare come la precedente.
Fra una contrazione e l'altra si consiglia di riposarsi e recuparare energie.
A seconda della struttura scelta e dell'ostetica, la posizione di spinta può essere: sul letto, carponi, vasca, posizione ginecologica, ecc.
Ad un certo momento la donna inizierà a sentire un bruciore vulvare, è la testa del feto che stà per uscire (momento di massima apertura vulvare), in questo attimo l'operatore se necessaria esegue l'episiotomia.
Una volta uscita la testa, l'operatore disimpegnarà le spalle e permetterà al bambino di uscire completamente, la donna avverte una sensazione di liberazione. Il bambino viene posto sulla pancia della mamma (a volte anche a contatto diretto) per qualche istante, asciugato e pulite le viee-aeree; una volta che il funicolo smette di pulsare viene tagliato, ed il bimbo inviato alle cure pediatriche.
Successivamente, se le condizioni del bambino sono buono, viene riavvicinato alla madre che potrà attaccarlo al seno.