Aborto spontaneo

L'aborto spontaneo è un interruzione spontanea di gravidanza nelle prime settimane, avviene in modo naturale senza inteventi volontari esterni.
E' un evento molto diffuso nella popolazione, uno studio (Lohstroh, Overstreet, e Stewart) ha rivelato che su 100 gravidanze iniziali, il 35% circa termina in aborto spontaneo. Le cause sono attribuibili ad anomalie del prodotto del concepimento o per problematiche della gestante.
Un aborto non ha rilevanza clinica e può non avere cause patologiche, le gravidanze successive saranno sicuramente regolari e possibili dal mese successivo; si inizia ad indagare le cause in pazienti vittime di 3 o più aborti, esse verranno definite poliabortive.

Cause

Le cause di un aborto nel primo trimestre di gravidanza sono diverse dalle cause di aborto nel secondo trimestre di gravidanza. Nei due casi sono molte e varie, spesso difficilmente riconoscibili, principalmente dovute ad aberrazioni cromosomiche del prodotto del concepimento (embrione) incompatibili con la vita, secondariamente a problemi della gestante, tra i quali:

  • utero anomalo (utero setto, bicorne, con presenza di fibroma...)
  • incontinenza cervicale
  • patologie endocrine e immunitarie
  • malattie infettive
  • malnutrizione
  • abuso di droga/alcool/farmaci
  • età materna a rischio (sotto i 20 anni e sopra i 35)
  • grande diminuzione di peso

Diagnosi e sintomi

Una paziente vittima di aborto spontaneo avrà contrazioni uterine poco più forti di quelle che avvengono durante il ciclo mestruale e perdite ematiche in quantità poco superiore a quelle del ciclo mestruale. Il battito cardiaco dell'embrione è sicuramente assente, ed nella maggior parte dei casi le contrazioni del'utero espellono tessuti fetali.

Si possono avere diversi tipi di aborto:

  • Nella paziente con perdite ematiche in corso si diagnostica un Aborto in atto, è necessaria una revisione della cavità uterina.
  • Nella paziente senza perdite ematiche, ma con battito cardiaco dell'embrione assente si diagnostica un Aborto Interno, è necessaria una revisione della cavità uterina.
  • Nella paziente con che ha avuto perdite ma poi si sono fermate, e l'utero è vuoto si diagnostica un Aborto Completo, non è necesaria una revisione della cavità uterina.

Terapia

A seguito di un aborto è necessario controllare la presenza di eventuali residui dell'embrione nella cavità uterina, per mezzo chirurgico mediante raschiamento o isterosuzione o per mezzo farmacologico mediante pillola RU485.
Le procedure chirurgiche sono varie, e dipendono dalla scelta del medico specialista, dalla struttura e dalle condizioni di gravidanza, ma il fine è quello di svuotare la cavità uterina dal prodotto del concepimento.
Il tempo necessario è di circa 10/15 minuti, si esegue in sala operatoria, la paziente viene anestetizzata con una piccola dose di farmaco, dormirà senza provare dolore, non è necessario che venga intubata e resta in respirazione spontanea. Il ginecologo a questo punto attraversando la vagina dilaterà il collo dell'utero per avere accesso alla cavità uterina, poi revisionerà la cavità uterina o con la tecnica dell'isterosuzione in cui una canula aspirante di circa 8cm di diamentro viene inserita in utero, essa aspira i tessuti embrionali contenuti nell'utero. Altresì esiste la tecnica del raschiamento, in cui il ginecologo con un ferro chirurgico chiamato curette esegue delle passate in utero sulle sue pareti interne al fine di "raschiarne" il contenuto. E' possibile anche una combianazione delle tecniche.
Una volta che la canula sembra non aspirare più nulla e\o avere la sensazione che con la curette l'utero sia ormai vuoto, un controllo ecografico confermerà l'assenza di tessuti embrionali nella cavità uterina.
La paziente può essere risvegliata e rivestita con abiti quotidiani, dopo qualche ora di osservazione può essere dimessa. Nei giorni seguenti potrà avvertire fastidio tipo crampi mestruali e perdite ematiche tipo mestruazione, che dovrebbero sparire entro una settimana.
Eventuali complicanze possono essere dovute all'anestesia, la dose è minima e la paziente è leggermente sedata, o a un eventuale perforazione dell'utero o ad un infezione delle pareti interne dell'utero; complicanze che tuttavia non comportano problemi di particolare gravità.